La storia

La storia della nostra Federazione Regionale prende ufficialmente il via il 24 giugno 1967, a Napoli, quando davanti al notaio Ernani Zurlo, fu costituita la “Federazione Regionale Casse Rurali ed Artigiane società cooperativa a responsabilità limitata”.

A firmarne l’atto costitutivo furono un gruppo di pionieri del Credito Cooperativo in Campania, dodici cooperatori illuminati: Luigi Cardito (Presidente della CRA di Fratte di Salerno), Gerardo Amato (Presidente della CRA di Sicignano degli Alburni), Antonio Iemma (Presidente della CRA di Battipaglia), Orazio Marandola (Presidente della CRA di Roccadevandro), Ciro Trezza (Presidente della CRA di Sacro Cuore di Prato Perillo), Donato Nastri (Presidente della CRA di Scafati e Cetara), Rosario Pingaro (Presidente della CRA di Capaccio Scalo), Tullio Lenza (Presidente della CRA di Montecorvino Rovella), Antonio Carpinelli (Vice Presidente della CRA di Castellabate), Emilio Pecori (Presidente della CRA di Roscigno), Di Bartolomeo Armando (Presidente della CRA di Copersito Cilento), Riccardo Codini (Presidente della CRA di Mignano Montelungo). Presidente fu nominato l’avv. Luigi Cardito. La prima assemblea si celebrò l’anno successivo, il 23 giugno del 1968, presso l’Hotel Terminus di Napoli.

Il presidente Cardito fin da quella prima assemblea rese chiaro l’obiettivo della neonata Federazione Regionale: “Dobbiamo attuare – si legge nella relazione di quell’assemblea – il nostro programma di sviluppo creando un’organizzazione efficiente di mezzi e di servizi con unità di intenti nello spirito democratico che inizialmente ci ha uniti per potenziare il nostro movimento e le capacità operative di ogni Cassa Rurale nel piano della reciproca assistenza e solidarietà”. Parole chiarissime che evidenziavano la dimensione di servizio per la quale era nata la Federazione. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma Federcampana non ha mai tradito gli scopi per la quale era stata fondata. La sinergia tra le Banche associate e la struttura regionale rappresentò un volano importante per lo sviluppo di quello che in quel periodo veniva definito come il Movimento delle Casse Rurali in Campania. Non fu un caso se, nell’assemblea del 24 giugno dell’ormai lontano 1973, l’allora presidente Donato Nastri, figura indimenticata del Credito Cooperativo non solo campano, poteva annunciare un incremento addirittura del 43% della raccolta delle allora Casse Rurali ed Artigiane aderenti.

Furono anni di grande operatività. Il progetto della Cooperazione di Credito portato avanti dalle Casse Rurali risultava convincente e al tempo stesso vincente. Il coinvolgimento rappresentato mirabilmente dal presidente Silvio Petrone in un suo editoriale “Spazio Campania”, come una piramide rovesciata il cui vertice è rappresentato dal singolo socio, conquista moltissime collettività. Le Casse Rurali e le loro compagini sociali diventano il primo motore dello sviluppo dei territori di cui sono espressione. La Federazione Regionale fornisce supporti e consulenze fondamentali alla nascita e alla vita stessa delle Banche, ne accresce la cooperazione in modo da renderle sempre più competitive, funziona da raccordo con la Federazione Nazionale, con la quale i rapporti di collaborazione e di interscambio diventano forieri di ottimi risultati.

Nel 1988 le Casse Rurali in Campania sono ben 44. Nel 1989 la 22° Assemblea Ordinaria viene celebrata nella nuova sede di Salerno che ancora oggi è la sede sociale.

Negli anni ’90 le Casse Rurali ed Artigiane diventano Banche di Credito Cooperativo e così anche la nostra Federazione il 25 giugno del 1996 cambia denominazione divenendo: “Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo”.

Cambia la denominazione ma non le motivazioni e l’azione della struttura. I tempi e le domande del mercato richiedono risposte adeguate senza tradire quei Valori che rappresentano la ricchezza non solo morale, ma anche sostanziale del Credito Cooperativo. La Federazione Campana si era già dimostrata lungimirante nel decennio di fine millennio nel dare vita ad una propria società informatica, la Ghenos Informatica, che risultò determinante per i successi e la competitività delle Banche associate; ma il proprio compito andava di fatto diversificandosi alla luce dei nuovi tempi dell’economia nazionale e regionale. Al compito di supporto e di servizio si aggiungeva anno dopo anno anche quello di analisi e di progettazione. Un punto fermo fu rappresentato dal convegno “Prospettive 2001” del dicembre 1995. Fu in quell’appuntamento, preparato con un grande studio preliminare durato alcuni mesi, che furono messe le basi per quello che sarebbe stato il futuro del “sistema” del Credito Cooperativo in Campania. Intuizioni ed analisi importanti riportate in quella sede fissarono le basi per gli anni successivi, precorrendo in molti casi i tempi.

Al lavoro portato avanti con “Prospettive 2001” seguì quello relativo ad un’altra pietra miliare del cammino della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo che, con il “Progetto Texis”, tracciò la strada verso quel riposizionamento della presenza delle BCC sul territorio campano.
Lavori, quelli come Prospettive 2001 e Progetto Texis, che rappresentano il modo nuovo di intendere il nostro servizio alle associate. Un servizio che è proseguito nel tempo, con quella straordinaria continuità di cui sono stati testimoni e modelli gli uomini che ne hanno rappresentato gli organismi sociali. E così, dopo tre decenni di illuminata presidenza Nastri, a raccogliere il testimone di quello che rimarrà per sempre, anche dopo la sua tragica scomparsa nel 2004, il presidente onorario di Federcampana, arrivò il dott. Giovanni Saponara, presidente della Bcc di Altavilla Silentina. Con lui proseguì in modo coerente il percorso avviato con gli ultimi progetti della Federazione.

Attualmente al ruolo di Presidente è stato chiamato il dott. Lucio Alfieri, presidente della Bcc dei Comuni Cilentani.

Attualmente la Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo conta su 46 dipendenti, diretti dal rag. Francesco Vildacci.