26/06/2013 Notizie
La filiera agroindustriale? E’ diventata “intelligente”

Le nuove tecnologie informatiche per migliorare la competitività dell’agroindustria sono state al centro del workshop che si è svolto nei giorni scorsi presso la Sala Congressi della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo, sul tema “Le reti intelligenti per il green business. Tracciabilità e sicurezza alimentare. Strumenti di pianificazione e controllo per le Pmi”. Dopo i saluti introduttivi di Francesco Vildacci (Direttore Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo) e di Vincenzo Trama (Responsabile IBM Pmi Campania) sono seguiti gli interventi di Giandomenico Consalvo (Delegato Internazionalizzazione Giunta Nazionale Confagricoltura), Pasquale Persico (Ordinario Economia Politica Università degli Studi di Salerno), Giuliano D’Antonio (Responsabile ICEA Campania) ed Antonio Sessa (Account & Sales Manager B.I. Strategy). A moderare l’incontro è stato Ernesto Pappalardo (Direttore blog salernoeconomy.it).

 “La vera sfida da vincere soprattutto al Sud per le piccole e medie imprese - ha sottolineato Antonio Sessa (B.I.Strategy)  - è quella di ottimizzare i processi gestionali in grado di migliorare la qualità delle produzioni e di “anticipare” i trend di mercato. La partita è estremamente importante nell’ambito di una filiera che può costituire l’asset centrale del rilancio dell’economia meridionale nei prossimi mesi e anni: l’agroindustria”.

Giuliano D’Antonio (ICEA Campania) si è, invece, soffermato sulle problematiche della tracciabilità e della sicurezza alimentare: “E’ un percorso obbligato – ha affermato D’Antonio – quello che porta alla piena realizzazione del processo di tracciabilità. In questo modo la qualità elevata delle produzioni della provincia di Salerno e di larghissima parte del Sud può trasformarsi finalmente in valore aggiunto anche in termini di ritorno finanziario per le imprese. Cosa che non è accaduta, purtroppo, fino a questo momento”.

L’economista Pasquale Persico, che ha concluso i lavori del workshop al quale hanno preso parte i rappresentanti di numerose aziende “bio” della provincia di Salerno, ha spiegato come “la green economy è senza dubbio una risorsa importante, ma manca ancora la piena consapevolezza da parte di tutti i soggetti della platea sociale ed istituzionale che può decollare soltanto se si abbandonano localismi deleteri e si cala la visione di crescita in un’ottica di area vasta”.

In tempi di stretta creditizia le iniziative imprenditoriali stentano a trovare adeguati percorsi di finanziamento. Tra le tematiche emerse nel corso del workshop anche quella inerente gli strumenti alternativi al credito tradizionale per sostenere l’esigenza di liquidità delle aziende.

Per Francesco Vildacci – direttore della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo – sono proprio i concetti di comunità e di territorio che consentono di identificare le progettualità condivisibili. Ed è nella conoscenza diretta degli attori che concorrono alla creazione del valore che si ritrova la peculiarità del movimento del credito cooperativo”. “Banche che – aggiunge Vildacci – nella nostra provincia come in tutte le altre zone dove operano si sforzano di contribuire alla realizzazione di iniziative imprenditoriali valutandone la fattibilità anche in termini di affidabilità e di storia professionale dell’imprenditore e del management di cui si avvale”. Proprio su questo versante anche a livello nazionale si stanno intensificando le analisi finalizzate alla messa a punto di nuovi canali di “approvvigionamento” per i sistemi di sviluppo locale.