26/06/2013 Notizie
Indicatori negativi - Bene solo l'export

Il valore aggiunto a prezzi correnti in provincia di Salerno, per il 2012, è stimato in flessione dell’1,2%, quindi con una contrazione più intensa di quella complessiva dell’Italia (-0,8%). Nel medio periodo (2008-2011) la provincia di Salerno sperimenta una contrazione pari al -1,5% (Italia +0,3%). Il saldo tra imprese iscritte e cessate, per la prima volta dopo numerosi anni, è negativo con una variazione 2012/2011 pari al -0,5%. Il 53,5% delle imprese indica una contrazione del fatturato nel 2012, che a fronte di risposte in aumento solo di poco superiori al 10%, implica un saldo negativo pari al -41,5%. La domanda di lavoro risente di questo clima con una flessione degli occupati in provincia di Salerno pari al -2,3%, in linea con quello nazionale (-2,2%) e comunque migliore del dato Campania (-5,6%). Nel periodo 2007-2011, si è assistito ad una erosione dei consumi in termini reali, passati da 13.600 milioni di euro a 14.400 milioni in termini correnti (+1,1%) che, tenuto conto dell’inflazione, evidenziano un deterioramento del benessere e della ricchezza effettivamente distribuita a cui si aggiunge una flessione del patrimonio delle famiglie le quali, quindi, sacrificano porzioni della propria ricchezza acquisita per difendere gli stili di vita acquisiti. La recessione manifesta i suoi effetti anche sul comparto turistico provinciale. I visitatori nel 2012, sia italiani che stranieri, sono in consistente flessione (arrivi -26,6% e presenze -25,3% e riguarda tutti i mesi dell’anno). Nel 2012 la componente estera della domanda si rivela favorevole (Salerno +5,3%, Campania -0,3%, Italia +3,6%) controbilanciando, almeno in parte, la flessione di consumi ed investimenti interni. Tra i settori più dinamici sul piano dell’export troviamo il comparto agroalimentare, della gomma-plastica e dei metalli. All’interno del mercato del credito si registrano i riflessi delle dinamiche recessive. Nel 2012, la provincia segna un incremento dei depositi pari al 2,9% che, rispetto al dato nazionale (+7%), si rivela molto più contenuto, rispecchiando le difficoltà di famiglie e imprese locali nell’accumulare risorse. Sul versante degli impieghi, nel 2012, la flessione registrata in provincia è pari al -2,4%, mentre a livello nazionale si attesta al -1,2% (Campania -3,6%) I tassi di interesse effettivi praticati alla clientela vedono penalizzate maggiormente le imprese cui vengono praticati tassi mediamente più alti di quasi tre punti percentuali rispetto alla media nazionale (10,66 in provincia di Salerno contro 7,8 in Italia), rendendo vano ogni tentativo europeo di tenere bassi i tassi ufficiali di sconto.