03/06/2013 Notizie
Cemento e Ogm, rischi per le tipicità
La perdita di terreno agricolo mette in crisi produzioni tipiche importanti, sebbene non rientranti nei parametri delle Dop e Igp. L’allarme è stato lanciato da Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Vas (Verdi Ambiente e Società Onlus) in occasione dell’ottava edizione della Giornata Nazionale “Mangiasano 2013” (svoltasi lo scorso 18 maggio ed articolata in più di trenta iniziative in tutt’Italia). L’avanzata del cemento “solo negli ultimi vent’anni ha divorato più di due milioni di ettari coltivati”. Uno “scippo” di suolo agricolo che - si legge in una nota della Cia – “procede a ritmi vertiginosi: 11 ettari l’ora, quasi 2000 alla settimana e oltre 8000 al mese, calpestando quotidianamente paesaggio, tradizioni e qualità del cibo”. Ma a rischiare più di tutti sono “gli oltre 5000 prodotti “tradizionali”, che sono la spina dorsale dell’enogastronomia italiana, ma che non godono delle tutele proprie dei marchi di qualità”. “Tipico vuol dire sano e di qualità: questo vale soprattutto per l'Italia -sottolineano Cia e VAS- che custodisce tra le pieghe del paesaggio rurale un patrimonio di sapori e tradizioni unici e inimitabili, ma soprattutto inscindibili dal territorio”. Si tratta degli oltre 5000 prodotti agroalimentari tradizionali, “che per volumi ed estensione territoriale non rientrano nei parametri delle Dop e delle Igp, ma che sono autentiche “calamite” per il turismo enogastronomico, un comparto che vale 5 miliardi l’anno”. Eppure, di queste specialità della terra “una su quattro è in via di estinzione, visto che attualmente è coltivata da non più di 10 aziende agricole che ne custodiscono la memoria”. Numerosi gli esempi: dalla castagna “ufarella” del Casertano al formaggio “rosa camuna” della Valcamonica; dalla fava di Leonforte dell’Ennese al sedano nero di Trevi: “più di mille sapori ignorati dai canali ufficiali della distribuzione alimentare, che sono anche i più vulnerabili di fronte alla minaccia del consumo di suolo”.  
(Fonte: com. st. cia.it del 16.05.2013)