21/05/2013 Notizie
Pesce fresco? Troppo caro per le famiglie
 Ismea. I dati confermano il trend negativo emerso a partire dal 2010
 
Spending review a tavola: in crescita le produzioni secche e surgelate. Il settore ittico risulta complessivamente in calo (-2,5% per gli acquisti)
 
La crisi si fa sentire nella spesa quotidiana e la spending review arriva a tavola colpendo i prodotti che pesano di più dal punto di vista del costo. Cambiano in questo modo gli stili e le abitudini alimentari. Al conferma arriva anche dai dati Ismea riferiti al comparto ittico. Acquisti in flessione fin dal 2010, con un consumo quasi sempre occasionale, “per il pesce fresco” che “per alcuni - scrive Ismea -  è un lusso a cui si è costretti a rinunciare completamente”. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Ismea in collaborazione con Gfk-Eurisko che indica “per il primo trimestre 2013, un calo del 5% su base annua degli acquisti domestici dei prodotti ittici freschi accompagnato anche da una riduzione di oltre il 6% del numero dei nuclei familiari acquirenti”. 
“A far riflettere - spiegano gli analisti -  è anche il dato sulla spesa riferita al segmento, che decresce più delle quantità acquistate, evidenziando una diminuzione dei prezzi medi al consumo non ancora sufficiente a rilanciare i consumi delle famiglie”. Ma esiste anche il rovescio della medaglia. “Se il prodotto ittico fresco subisce gli effetti della spending rewiew a tavola, con i cali maggiori per alici (-14%), calamari (-15%), trote e polpi (-9%) e riduzioni più contenute per naselli e merluzzi (-4%), risultano invece in aumento, nei primi tre mesi dell'anno, i consumi di prodotti conservati, secchi, salati affumicati e surgelati”.