13/05/2013 Notizie
Unioncamere. Il calo della spesa si riflette sulla tipologia di vendita. Il vento della crisi spinge il commercio “on the road”
Il commercio si adegua alle mutate abitudini di acquisto dei consumatori nell’era della crisi. E così si moltiplicano le imprese di commercio ambulante al dettaglio. A dimostrarlo i dati elaborati da Unioncamere: tra il 2009 ed il 2012 tale categoria di imprese ha mostrato un saldo positivo di 17.458 unità, il 10,44% in più rispetto all’inizio della crisi, per un totale complessivo che, attualmente, è pari a 179.898 unità. Sono, in particolare, le imprese ambulanti di tessuti, tessili per la casa e abbigliamento a far registrare il maggior incremento, con un aumento di circa 10.994 unità per una crescita, tra il 2009 ed il 2012, del 28.26%. Passi avanti importanti si registrano anche per le imprese di commercio ambulante relative ai prodotti di bigiotteria, quasi triplicatesi nel periodo analizzato e presenti, alla fine dello scorso anno, in oltre 13mila unità, raggiungendo un saldo positivo di oltre 8.600 unità. Crescita a due cifre, invece, per le imprese ambulanti di profumi e cosmetici (+22,66% pari a 399 imprese in più nel triennio) e per quelle attinenti calzature e pelletterie (+16,89% pari a 858 attività in più). Buon trend anche per gli ambulanti specializzati nell’arredamento, casalinghi, elettrodomestici e materiale elettrico (+26,28% tra fine 2009 e fine 2012, con oltre mille imprese in più), e di quelli di fiori e piante, in aumento del 15,53% con un saldo attivo di 538 unità. Restano contenuti, invece, i tassi di crescita legati al settore alimentare, dove l’ambulantato mantiene un incremento in linea con i negozi tradizionali (+3%).