07/05/2013 Notizie
Istat
La ricostruzione delle serie storiche conferma il dualismo italiano
 
Lavoro, il Sud resta indietro Per i giovani è un “miraggio”
 
 Nel 1977 il tasso dei senza lavoro under 24 nel meridione era del 28,3%
Oggi si attesta al 46,9%, più bassa  al Nord (26,6%) e al Centro (34,7%)
Sono state ricostruite dall’Istat le serie storiche trimestrali e di media annua relative ad “Occupati e disoccupati” in Italia dal 1977 ad oggi. Per quanto riguarda il tasso di occupazione (popolazione compresa nella fascia d’età tra i 15 ed i 64 anni), nel 2012 si è attestato al 56,8%, il 3% in più rispetto al 1977. A contribuire alla crescita del dato gli incrementi registrati nel Nord (dal 57,5% del 1977 al 65,0% del 2012) e nel Centro del Paese (dal 53,4% al 61,0%), mentre nel Mezzogiorno, dove l’indicatore era già posto al livello più basso rispetto al resto del territorio nazionale, il tasso di occupazione mostra un decremento di oltre il 5% (dal 48,9% al 43,8%), frutto di un calo del tasso di occupazione maschile di oltre 16 punti percentuali (dal 72,6% al 56,2%) e di una contenuta crescita dell’occupazione femminile, passata dal 26% al 31,6%, quando nel Centro-Nord l’incremento dell’occupazione femminile ha più che compensato la riduzione di quella maschile. Il divario tra il Sud ed il resto del Paese viene confermato anche dai dati rilevati dall’Istat riguardanti la crescita del tasso di disoccupazione, che nei 35 anni presi in esame, in Italia è passata dal 6,4% del 1977 al 10,7% del 2012: nel Mezzogiorno tale incremento ha più che raddoppiato il dato di partenza (dall’8,0% del 1977 al 17,2% del 2012), mentre risultano più contenuti gli incrementi registrati al Centro (dal 5,5% al 9,5%) e soprattutto al Nord (dal 5,8% al 7,4%). Da notare, sottolinea l’Istat nel documento, che “nel Nord e nel Mezzogiorno l’aumento deriva da una crescita del tasso di disoccupazione maschile, superiore rispetto al calo registrato per le donne. Nel Centro invece si è registrato un aumento sia per gli uomini sia per le donne, con intensità maggiore per i primi”.