29/06/2011 News da Federcampana
44° Assemblea Ordinaria dei Soci Federcampana

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Celebrata nei giorni scorsi, nella splendida cornice del Castello Medievale di Agropoli, la 44° Assemblea Ordinaria della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo, il sistema che raggruppa le 21 Banche di Credito Cooperativo presenti in Campania. L’annuale appuntamento, che aveva all’ordine del giorno l’approvazione del Bilancio 2010, è stata anche una preziosa occasione per fare il punto sia sullo stato dell’economia campana e sul suo futuro, che sull’intero sistema della cooperazione di credito italiana e del suo contributo allo sviluppo. Infatti, oltre ai rappresentanti delle Banche Socie, erano anche presenti il Direttore della sede di Napoli della Banca d’Italia, Giuseppe Boccuzzi e il presidente della Federazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Alessandro Azzi.
I saluti della città di Agropoli sono stati portati dal Sindaco, Francesco Alfieri, che ha ricordato, “da cooperatore e socio della Bcc dei Comuni Cilentani, il ruolo insostituibile della cooperazione di credito per lo sviluppo del territorio”.
Tema dell’Assemblea di quest’anno è stato “I colori del domani”. I “colori” di cui ha parlato il presidente della Federcampana, Silvio Petrone, nella sua relazione, erano quelli che dovranno ricoprire quelle famose “Aree Bianche” su cui da tempo sta riflettendo, in collaborazione con l’Università di Salerno, il sistema del credito cooperativo campano, con l’obiettivo, non solo di ampliare la presenza delle Bcc in regione, ma soprattutto di migliorare sia il proprio assetto che il proprio impatto per essere così “sempre più protagonisti dello sviluppo dei nostri territori”. Una relazione, quella di Petrone, estremamente intensa – come ha riconosciuto nel suo intervento anche il presidente nazionale Alessandro Azzi – e che ha toccato sia i temi della crisi, che investe il sistema produttivo regionale, ma che ha spaziato anche su aspetti più ampi come quello della cosiddetta “alluvione normativa” che sta rendendo sempre più difficile l’opera di quelle peculiari realtà come le Banche di Credito Cooperativo. Riflessioni importanti nella relazione sono state dedicate anche al “sistema” della cooperazione di credito italiana. “Lo studio Aree Bianche – ha detto Petrone - ci ha anche detto a chiare lettere che dobbiamo sempre più puntare a strutture leggere, agili, sia per le nostre Bcc che per tutto il sistema del Credito Cooperativo italiano”.
E’ toccato poi al direttore della Federazione Regionale, Francesco Vildacci dare conto dei risultati gestionali e del ruolo svolto nel 2010 da Federcampana alle 22 Bcc presenti in regione. “Nel 2010 – si legge nella relazione -  le 22 Bcc campane raggruppavano oltre 38.000 soci, potevano contare su 135 sportelli e quasi 900 dipendenti. La raccolta ha superato i 4,3 miliardi di euro, con un incremento rispetto al 2009 di oltre 200 milioni di euro. Mentre gli Impieghi sono stati quasi 2,4 miliardi di euro, anche qui con un incremento di circa 200 milioni di euro. Il Patrimonio è di quasi 450 milioni di euro”.
Positivo il giudizio della gestione della Federazione venuto dalla relazione del presidente del Collegio Sindacale, Giulio Russo. Così come positivo è stato l’intervento del presidente di quella che è stata la banca che ha ospitato l’importante appuntamento, la  Bcc dei Comuni Cilentani, Lucio Alfieri, che ha tra l’altro richiamato con forza gli importanti risultati emersi dalla ricerca “Aree Bianche”.
Ai lavori era presente anche il direttore della sede di Napoli della Banca d’Italia, Giuseppe Boccuzzi, che, dopo aver ricordato il difficile momento dell’economia campana e l’importanza della vigilanza, ha anche sottolineato l’ottima collaborazione che sta caratterizzando il rapporto tra la Banca d’Italia e la Federazione Campana delle Bcc.
Molto atteso e di grande spessore è stato l’intervento del presidente nazionale Alessandro Azzi, presente all’incontro insieme con il Direttore Generale di Federcasse, Sergio Gatti. Azzi ha dato un’interessante chiave di lettura del momento storico dell’economia italiana e del ruolo insostituibile che sta svolgendo la cooperazione di credito, non lesinando anche qualche stoccata a chi questo ruolo lo sta mettendo in dubbio dalle colonne di qualche giornale. “La differenza paga – ha sostenuto Azzi ricordando gli ottimi risultati del sistema del Credito Cooperativo, soprattutto in risposta alla crisi – ma si paga anche”. E qui ha sottolineato anche le difficoltà che stanno caratterizzando questo momento e che investono anche le Banche di Credito Cooperativo: la liquidità che pur rimanendo in ambiti positivi sta vistosamente calando e la qualità del credito. Ma qui Azzi ha ricordato che era fisiologico questo rischio se le Banche volevano continuare ad essere costruttori di sviluppo anche in un momento di crisi. Azzi si è soffermato anche molto sull’importanza del Fondo di Garanzia Istituzionale su cui l’intero sistema è impegnato e che rappresenta un passo fondamentale il Credito Cooperativo italiano. Il presidente nazionale ha chiuso il suo intervento con un tono di speranza: “Una speranza – ha detto Azzi – che vince la paura”.