08/06/2010 News da Federcampana
Assemblea Ordinaria della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo.

Celebrata a Venezia l'Assemblea Ordinaria della Federazione Campana delle Banche di Credito Cooperativo. Presentati i dati del sistema campano delle Bcc che, pur in tempi di crisi, continua a crescere dimostrando la forza della sua “differenza”. Il progetto “Aree bianche”. Il programma dei “1000 giorni”. L'importanza della “coesione”. Stralci dell'intervento del presidente, Silvio Petrone
 
 
 
E' un sistema che guarda già al dopo-crisi quello del Credito Cooperativo campano riunitosi domenica a Venezia per la sua 43° Assemblea Ordinaria degli Enti Soci, chiamati ad approvare il proprio Bilancio 2009. E la location scelta per questo tradizionale appuntamento è estremamente significativa. Venezia – spiegano in Federcampana - è stata da sempre una delle “porte” tra oriente ed occidente: la ricerca di nuovi “piste”, di nuovi “mercati” di nuove “esperienze”. I vertici delle 22 Banche di Credito Cooperativo della Campania erano arrivati a Venezia al termine di un viaggio-convegno a bordo della nave da crociera Costa Serena che aveva portato presidenti, amministratori e direttori fino ad Istambul, l'altra porta storica con l'Oriente e nel corso della quale i ricercatori dell'Università di Salerno, guidati dal prof. Adalgiso Amendola, hanno presentato loro i dati dell'analisi scientifica sulla ricerca delle ”aree bianche” bancarie in Campania. Non una semplice ricerca di mercato, ma un'analisi approfondita dell'impatto che potrebbe avere l'esperienza della cooperazione di credito in particolari aree della regione. Un'iniziativa partita lo scorso anno, proprio nel corso dell'assemblea 2009, nell'ambito di un progetto “1000 giorni” che prevede anche la nascita di nuove Bcc, di nuovi sportelli e di nuove assunzioni.
Quella che si è presentata all'Assemblea di Venezia è una Federazione che vuole, nell’intenzione dei suoi organismi rappresentativi, rafforzare il suo ruolo di volano per le 22 Bcc campane, fornendo idee e strumenti adeguati. Anche la scelta di passare sette giorni insieme va vista proprio nella logica dell'ulteriore rafforzamento dei rapporti e del sistema che collega il Credito Cooperativo Campano. La settimana è stata infatti utilissima per vivere un confronto costante in cui le tematiche più attuali sono state affrontate anche nella quotidianità e nella ricerca degli strumenti migliori per portare avanti la mission aziendale.
In questa logica rientrava anche il tema dato all’Assemblea: “Lo sviluppo dopo la crisi nella coesione”. E’ proprio la coesione la parola chiave scelta dal Cda  per definire uno degli strumenti cardine per raggiungere gli obiettivi prefissi. La stessa immagine grafica dell’Assemblea (due anelli di una catena formati a loro volta da moltissimi fili), richiama il valore della coesione, in un momento in cui c’è la necessità di guardare con attenzione ad un futuro che sarà per forza di cose diverso.
“La crisi  - è scritto nella relazione del presidente della Federazione Regionale, Silvio Petrone - ha messo, e sta tuttora mettendo, in evidenza come il nostro agire per lo sviluppo non abbia solo una funzione anticiclica ma rappresenta un modo forte e sicuro per far muovere l'economia. La stessa scelta di partecipare in modo attivo al progetto Banca del Mezzogiorno lo testimonia con chiarezza. Il presidente nazionale Alessandro Azzi, nella sua relazione all’Assemblea Nazionale del 4 dicembre scorso – prosegue Petrone - si riferiva al tempo di crisi che stavamo – e anche oggi stiamo – vivendo, come un 'tempo di scelte'. L’esperienza maturata in questi anni ci ha anche detto a chiare lettere come queste scelte siano legate indissolubilmente ad un progetto di che metta in primo piano la coesione e quindi l’organizzazione”.
E proprio sul fronte del valore della coesione e sulle nuove sfide del mercato che si è puntata l’attenzione nell’assemblea di domani. Con la consapevolezza di avere le potenzialità e la forza per incidere in modo diretto sul futuro dei territori di cui le Bcc sono espressione diretta attraverso i loro tantissimi soci.
“Lo scorso anno ci siamo dati delle scadenze – ha proseguito il presidente Petrone -  Abbiamo parlato dei 1000 giorni e dell’obiettivo, tra l’altro, di aprire in questo periodo nuove Banche e nuovi sportelli, ben sapendo che ciò vorrà dire, oltre che nuovi strumenti di sviluppo per i nostri territori, anche nuovi posti di lavoro e quindi opportunità per i nostri giovani. Oggi 365 di questi 1000 sono passati – ha concluso il presidente - e molte delle cose che abbiamo scritto di voler fare sono state avviate, ma soprattutto trovano quella condivisione, primo passaggio della coesione, necessaria per la loro completa realizzazione e per strutturare progetti di sviluppo che aiutino le nostre realtà nel dopo-crisi.
Interessanti interventi sono giunti dal presidente della Bcc dei Comuni Cilentani, Lucio Alfieri, e del Presidente del Collegio Sindacale, Giulio Russo. Il presidente Alfieri, condividendo quanto espresso nella relazione, ha messo in evidenza l'importanza della coesione e del ruolo che le Bcc hanno sui propri territori. Il dott. Russo ha invece posto l'attenzione sull'importanza della capacità di governare la crisi e al tempo stesso suscitare “emozioni”.
Il Bilancio presentato nella relazione è stato approvato all'unanimità. Parole di elogio sono giunte per l'intera struttura della Federazione diretta da Franco Vildacci, per l'ottimo lavoro portato avanti nel corso dell'anno sia a supporto delle associate e sia in termini di idee e proposte.