03/03/2010 News da Federcampana
BCC di Montecorvino Rovella: Celebrazione del Centenario

La Banca di Credito Cooperativo di Montecorvino Rovella celebra quest’anno il centenario della sua nascita, che risale al 7 marzo del 1910, giorno in cui fu fondato il primo nucleo dell’istituto, la Cassa rurale di S.Martino. E’ un traguardo storico. La BCC di Montecorvino Rovella è la più antica in Campania ed è tra le più antiche del Mezzogiorno. Il fondatore fu un sacerdote, Giuseppe Provenza (1861-1941), parroco nella frazione San Martino.
 
Il percorso secolare dell’istituto dimostra il valore dei principi a cui si ispira la cooperazione: mutualità, solidarietà, localismo. Fin dai primi giorni di attività, la banca è stata il motore dell’economia locale e un fattore di crescita sociale e civile per la comunità.
 

Il programma delle manifestazioni e delle iniziative per il centenario, che partiranno domenica 7 marzo, sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 5 marzo alle ore 11,30, presso la sede della Federazione regionale delle BCC, in via S.Margherita 1, a Salerno.  Interverranno il presidente della Federazione Silvio Petrone,  il presidente della BCC di Montecorvino Rovella, Enrico D’Antonio, il direttore dell’istituto, Italo Moscariello, e Carmine Tavarone, direttore artistico del programma per il Centenario.

Brevi cenni sulla BCC di Montecorvino Rovella e sul suo fondatore.
 
Fu un sacerdote, Giuseppe Provenza (1861-1941), parroco nella frazione San Martino, a dare vita alla banca, che in origine si chiamava Cassa rurale di San Martino. Esponente di un clero militante, ispirato dai principi della Rerum Novarum di Leone XIII, don Giuseppe Provenza importò nel salernitano il modello di banca cooperativa che aveva preso piede nelle regioni del nord Italia in cui il cattolicesimo aveva forti radici, soprattutto il Veneto e la Lombardia.  Il primo nucleo fu la Cassa operaia e cattolica di San Martino (1904), poi riconvertita in Cassa rurale nel 1910.
Il compito della Chiesa è quello di restituire dignità alla persona, di combattere per risollevarne le condizioni materiali e morali. Anche nelle campagne salernitane, all’inizio del ‘900, il clero organizza e guida la nascita di nuovi strumenti economici, di marca solidaristica e  religiosa, messi al servizio dei lavoratori più deboli che non erano assistiti dalle banche di allora.
Piccoli contadini, fittavoli e mezzadri, manovali e sarti, artigiani dello stagno e del rame,  scoprirono che mettere insieme le poche risorse economiche di ciascuno avrebbe creato una grande risorsa al servizio di tutti. La nuova banca, di cui don Provenza fu presidente a vita (grazie a un permesso speciale di papa Pio X) comprava bestiame, sementi e attrezzi, dandoli in uso a chi poteva offrire come garanzia soltanto i frutti del proprio lavoro; fittava autocarri per il trasporto di derrate, dalle colline alle stazioni ferroviarie; concedeva piccoli prestiti per comprare materie prime, intraprendere nuove attività, sottrarsi al ricatto dell’usura e alla necessità dell’emigrazione. Gli utili servivano per aprire scuole, impiantare linee elettriche, dare assistenza agli ammalati e agli indigenti. Nel 1911 la banca aprì un magazzino sociale per l’acquisto e la rivendita di generi di prima necessità al prezzo minimo.  Fin dai primi anni di vita, la BCC di Montecorvino Rovella divenne protagonista di un cambiamento significativo nella società locale.
La crescita progressiva della sua forza economica le consentì di superare indenne la recessione del primo dopoguerra, l’ostilità della legislazione fascista, che soppresse centinaia di casse rurali in tutta Italia, le conseguenze devastanti della seconda guerra mondiale, nel cui scenario il territorio di Montecorvino occupò una posizione strategica nello sbarco degli alleati e nella ritirata dell’esercito tedesco.
Nei decenni successivi l’istituto avrebbe adattato strutture e funzioni alle trasformazioni avvenute nell’economia e nella gestione del credito. L’apertura di altre tre sedi nei comuni vicini,  (a Bellizzi nel 1988, ad Acerno nel 1991, a Pontecagnano nel 2008), è il sintomo di una vitalità che non ha conosciuto pause, neppure nei periodi più difficili, come negli anni ’70, o di grandi crisi, come quella odierna. Il segreto di questa storia di lungo corso è nel senso originario della missione: aiutare le persone a trovare nel lavoro il senso della propria dignità. Con questo motto, che riassume le intenzioni e l’opera del fondatore, la BCC di Montecorvino Rovella entra nel suo secondo secolo di vita. Nell’anno della fondazione, il 1910, i soci erano 90. Nel 1922 erano 371. Oggi sono 1400. 
 
Il calendario di manifestazioni per il centenario.      
 
Il programma di celebrazioni si aprirà domenica 7 marzo, in mattinata, con l’annullo postale della cartolina commemorativa del centenario nella sede centrale aperta per l’occasione. Nell’aula assembleare dell’istituto, alle 11, è prevista la cerimonia di costituzione della  Società di mutuo soccorso “Beato Giovanni da Montecorvino”, una cassa attraverso la quale la BCC promuoverà attività di assistenza e  iniziative a favore dei soci.
L’istituto è intitolato alla prestigiosa figura del frate francescano Giovanni da Montecorvino che nel secolo XIV fu tra i primi a diffondere il cristianesimo nei paesi orientali, dall’Armenia alla Cina.  
 
Nel pomeriggio, alle 16,30, messa solenne nel duomo di Montecorvino Rovella officiata dall’arcivescovo di Salerno monsignor Gerardo Pierro.  I canti saranno eseguiti dalla Corale di S.Pietro accompagnata dal complesso d’archi “Mozartini”.
  
Prima della messa sarà diffuso un video col messaggio augurale del Cardinale Ersilio Tonini. Alla fine della liturgia, dopo i saluti di Silvio Petrone, presidente della Federazione regionale delle BCC, e di Enrico D’Antonio, presidente della BCC di Montecorvino Rovella,  ci sarà la cerimonia di riconsegna alla parrocchia e al culto l’altare centrale del duomo, restaurato grazie alla BCC di Montecorvino.
 
L’intervento di restauro sarà illustrato dal Soprintendente Fabio De Chirico, da Maria Giovanna Sessa, che ha seguito il restauro per conto della Soprintendenza, dal restauratore Antonio D’Elia,  e da Carmine Tavarone, curatore di un “Quaderno di restauro” che racconta la storia dell’altare e l’intero percorso di ricostruzione. La soprano Alma Manera canterà brani del repertorio sacro.
 
L’altare centrale del duomo, un prezioso manufatto di marmi e pietre, del periodo tardo barocco (1724),  era andato distrutto nel crollo della chiesa durante il terremoto del 1980. Ridotto in pezzi, è stato ricomposto e rimontato nell’abside del duomo con un lavoro di alta specializzazione.
 
La BCC ha finanziato l’intera opera di restauro, restituendo alla comunità locale uno dei segni più rilevanti del suo patrimonio architettonico.
 
 
Le manifestazioni successive  per il centenario sono previste dal 16 al 22 maggio, e si svolgeranno negli spazi della piazza Seesen Harz. Serate di teatro e di attività sociali, con la consegna di riconoscimenti e premi, precederanno la data del 22 maggio, giornata della convention di economisti ed esperti. Si parlerà della storia e delle prospettive del credito cooperativo, con materiali audiovisivi di supporto. L’incontro sarà accompagnato da momenti musicali e recitati. Parteciperanno personalità del mondo dello spettacolo. La convention sarà presentata dalla giornalista RAI Maria Concetta Mattei.
Il giorno 16 maggio, assemblea dei soci e messa solenne con i sacerdoti dei 4 comuni della BCC di Montecorvino Rovella.
 
Per l’occasione sarà presentato il volume, edito dalla ECRA, dedicato alla storia della banca di credito cooperativo di Montecorvino Rovella e alla figura di don Giuseppe Provenza, con articoli di studiosi di storia economica e sociale.
Le celebrazioni del centenario, che si concluderanno nel marzo del 2011, saranno accompagnate da attività e manifestazioni per la comunità e per i soci.