21/04/2006 News da Federcampana
LA NUOVA 488 NELLE MANI DELLE BANCHE LOCALI

Il cosiddetto “decreto sulla competitività”, introdotto nel maggio scorso ha ufficialmente sancito l’introduzione di importanti novità nell’operatività della legge 488/92 che saranno immediatamente applicate a partire dai prossimi bandi.
 
La novità più rilevante è costituita dall’introduzione del finanziamento agevolato di pari importo del finanziamento bancario a medio e lungo termine, accanto al vecchio contributo a fondo perduto.
 
L’agevolazione, pertanto, è caratterizzata da un mix di contributo a fondo perduto concesso dal Ministero, di finanziamento agevolato concesso dalla Cassa depositi e Prestiti e di finanziamento ordinario a tasso di mercato concesso dalle banche locali.
 
Il finanziamento bancario può essere erogato anche da una banca differente dalla “Banca Concessionaria”, che comunque rimane responsabile dell’istruttoria per la parte riguardante le agevolazioni e che curerà, per conto della banca finanziatrice, la stipula e l’erogazione dello stesso ( Iccrea Banca è “Banca Concessionaria” del Ministero delle Attività Produttive).
 
Il finanziamento agevolato è invece deliberato dalla Cassa Depositi e Prestiti e anche la sua gestione viene affidata, come per il finanziamento ordinario, alla “Banca Concessionaria”.
 
In particolare le nuove agevolazioni nella Regione Campania saranno concesse secondo i nuovi limiti percentuali dal 41% al 31,2% per il fondo perduto e dal 20,5% al 15,6% per il finanziamento agevolato, tenuto conto della dimensione di impresa (tra l’altro sono stati così recepiti anche i nuovi parametri dimensionali comunitari di piccola e media impresa).
 
La vera grande novità introdotta sta nel fatto che, ai fini della concessione delle agevolazioni, deve necessariamente sussistere un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato, di importo e durata pari a quello agevolato (durata che può arrivare fino a 15 anni) destinato alla copertura degli investimenti ammissibili e non inferiore al 15% degli stessi, che può essere concesso da una qualsiasi banca del territorio.
 
Ciò comporta che l’impresa richiedente, per poter accedere al finanziamento agevolato della Cassa Depositi e Prestiti, il cui tasso è stato fissato nella misura del 0,50% annuo, deve ottenere dalla propria banca un corrispondente finanziamento di pari importo e durata.
 
Ma l’impresa, altra grande novità, può anche scegliere di rinunciare a parte del contributo a fondo perduto, incrementando il finanziamento agevolato. In tal caso un investimento presentato da una piccola e media impresa in Campania può essere finanziato fino al 100%.
 
Proprio questa opzione a favore dell’impresa rappresenta una delle novità introdotte nella riforma della 488 per quanto attiene i nuovi indicatori previsti per la graduatoria.
 
Ai fini della formazione delle graduatorie di merito, sparisce il tanto discusso e spesso deleterio indice occupazionale e vengono introdotti tre nuovi indicatori: 1) rapporto tra la misura massima del contributo a fondo perduto previsto e misura richiesta; 2) rapporto tra le spese ammissibili relative ad investimenti innovativi e totale delle spese ammissibili; 3) punteggio complessivo conseguito dal programma sulla base delle priorità regionali.
 
Per quanto attiene il secondo indicatore, finalmente si è recepita la necessità di favorire gli investimenti innovativi. La nuova 488 favorisce infatti le imprese migliori che fanno innovazione e formazione; imprese che sempre più si internazionalizzano. Gli investimenti innovativi possono pertanto riguardare apparecchiature, macchinari ed impianti robotizzati, sistemi digitali per il miglioramento di processo e di prodotto, acquisizione di brevetti, acquisizione di apparecchiature scientifiche destinate alla ricerca, ecc.
 
Per quanto attiene il terzo indicatore, ai fini della formazione della graduatoria ordinaria e regionale, vengono individuate le priorità da ciascuna Regione in relazione alle aree del proprio territorio, alle attività ed alle tipologie di investimento.
 
Il meccanismo agevolativo appare finalizzato, nel suo insieme, a creare una forte selezione dei progetti d’investimento già nella fase istruttoria, attraverso la previsione dell’obbligo del finanziamento bancario al quale possono accedere, evidentemente, solo le imprese patrimonialmente solide.
 
Imprese nel tempo sempre più dimensionalmente strutturate e quindi in grado di affrontare meglio la competizione internazionale, con prospettive di mercato realmente coerenti con le capacità produttive generate dagli impianti per i quali vengono concesse le agevolazioni. In grado, dunque, di generare flussi finanziari in misura sufficiente ed in tempi adeguati rispetto al piano di rimborso dei finanziamenti concessi.
 
Ed è per questi motivi e con particolare riferimento al mondo del Credito Cooperativo che questa riforma può rappresentare un efficace strumento di sviluppo dell’attività corporate delle “banche locali” che, con la loro tradizionale attività di sostegno finanziario agli operatori economici del territorio, sono più che mai al centro di un meccanismo agevolativo di prevalente appannaggio del mondo delle piccole e medie imprese.
Dott. Sandro Di Cicco (sdicicco@iccrea.bcc.it)
servizio Finanza Agevolata