27/05/2015 News da Federcampana
Uscire dalla crisi? Impresa possibile
Presentato nella sede della Bcc di Battipaglia l’ultima pubblicazione di Massimo Folador.

 

 

Il movimento del credito cooperativo si interroga sui processi di cambiamento in atto, ma ribadisce l’ancoraggio ai valori della solidarietà e del credito di prossimità.
 
Il mondo del credito cooperativo si interroga in questo periodo sulla riforma di sistema che anche ieri nelle considerazioni del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco si delinea sullo sfondo di un processo di cambiamento inevitabile nella prospettiva delineata a livello europeo dalla Bce sotto il profilo della ristrutturazione del sistema bancario europeo. Ma – nei giorni scorsi – nella sala congressi della Banca di Credito Cooperativo di Battipaglia è stato il momento di una riflessione molto profonda, sulle ragioni che orientano l’agire quotidiano del movimento delle Bcc. L’occasione è stata fornita dalla presentazione dell’ultima pubblicazione di Massimo FoladorUn’impresa possibile. Persone e aziende che costruiscono il futuro”.  
Soddisfatti per la riuscita della manifestazione il presidente della Federazione Campana delle Bcc Silvio Petrone ed il direttore Francesco Vildacci che hanno sottolineato la rilevanza dei percorsi formativi all’interno del circuito del credito cooperativo, evidenziandone l’ancoraggio ai valori della solidarietà ed allo spirito di prossimità nell’esercizio della funzione delle banche di territorio.
Folador - tra i più affermati consulenti e formatori in ambito nazionale - da anni lavora al fianco di alcune fra le più importanti realtà imprenditoriali italiane. E’ direttore dell’Unità di Studi sull’Etica presso l'Università Carlo Cattaneo Liuc di Castellanza ed è presidente dell’Associazione culturale «Verso il cenobio» (www.versoilcenobio.it). E’ autore di testi importanti come “L’organizzazione perfetta” e “Il lavoro e la Regola”, studi dedicati al legame tra la storia del monachesimo benedettino ed il mondo del lavoro.
Folador nella più recente pubblicazione riparte dall’analisi di tutto ciò che in passato ha saputo generare sviluppo, dalla rivalutazione della “sapienza” ereditata dalla tradizione,   senso delle parole, dalla capacità di ascolto e dalle esperienze, per invitarci a credere ancora nella grande forza del cambiamento.“Un’impresa possibile” è il frutto di dieci  anni di lavoro a contatto con le imprese e, soprattutto, con le persone. Il libro propone un percorso che unisce pratica e pensiero, sulla base dell’insegnamento dei monaci benedettini, capaci di produrre opere e ricchezza per secoli e di insegnare con parole incisive e chiare un programma di vita fatto prima di tutto di ascolto, poi di consapevolezza e, solo dopo del passaggio a un fare che diventa risoluto perché illuminato da un fine giusto e condiviso. La dottrina sociale della Chiesa entra a fare parte dell’economia civile e costituisce la prospettiva preferenziale per la ripresa delle imprese e del nostro Paese.
Ed è proprio il filone dell’economia civile - troppo spessa dimenticata proprio nella patria del suo fondare, Antonio Genovesi - che lega i percorsi formativi ai quali dedica la massima attenzione Folador. Accanto alla tradizione, l’energia e la vitalità dei giovani possono essere, in questa prospettiva, le premesse per un’etica imprenditoriale nuova. Anche per questo motivo è stato deciso di affidare ad alcuni studenti della Scuola Nazionale di Cinema di Roma (Centro Sperimentale di Cinematografia), supportati dal regista Valori, la realizzazione del booktrailer del libro: un video di circa quattro minuti, capace di cogliere il cuore del percorso fra etica e management. Attraverso la voce dell’attore Pier Giorgio Bellocchio si attraversa il tema del cambiamento, della ricerca del bene comune, della persona e del suo talento, della volontà di giungere ad una comunità organizzata.
“Il libro di Folador - ha scritto nella prefazione Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica - ha il pregio di esplorare il campo dei «perché» che sono impliciti nel fare impresa. Il ruolo e le motivazioni dei lavoratori e dei manager. Il movente, l’obiettivo dell’impresa. Il perché cercare un tipo di organizzazione imprenditoriale piuttosto che un’altra o infine il perché e il come il bene comune interessi anche e soprattutto un’azienda. Ci sono tanti buoni motivi per porsi queste domande, ne vale la pena. Per l’economia, per noi, per i nostri figli” Dalla teologia, alla filosofia, per giungere all’economia, in un cammino umile e discreto, il libro prova a suggerire passi concreti e paradossalmente controcorrente.