10/09/2014 Notizie
L'estate "fiacca" ancora le imprese
Sistema produttivo in difficoltà anche durante i mesi estivi in linea con il quadro di sostanziale frenata del Pil dovuto in larga parte alla contrazione del mercato interno. Ulteriore conferma arriva dall’analisi di Unioncamere che segnala ancora una volta la differenza di scenari previsionali tra piccole e medio/grandi aziende. Particolarmente difficile la situazione al Sud, come evidenziano gli indicatori inerenti produzione e fatturato.
“La battuta d’arresto subìta, tra aprile e giugno, dalle imprese manifatturiere - si legge in un nota di Unioncamere - porta in terreno negativo le previsioni per il trimestre estivo. A segnalare l’orizzonte più fosco, ancora una volta, le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, per le quali l’attesa di una riduzione della produzione e del fatturato nel periodo luglio-settembre prevale di 16 punti percentuali rispetto a chi, invece, intravvede una crescita di entrambe gli indicatori. Meno pesante (rispettivamente -5,2 punti per la produzione e -3,5 per il fatturato) il bilancio delle aspettative per le imprese con oltre 50 dipendenti”.
Sul versante dei consumi “i saldi estivi - spiega sempre Unioncamere - non restituiscono ottimismo alle piccole imprese commerciali (che denunciano un saldo negativo anche in questo caso di 16 punti, con riferimento all’evoluzione delle vendite), mentre per le imprese con oltre 20 dipendenti il quadro si capovolge, evidenziando un saldo positivo delle attese pari a 12 punti. In stallo, infine, il quadro dei servizi, dove attese positive e negative finiscono per annullarsi, con l’unica eccezione del turismo (+13 punti il bilancio tra ottimisti e pessimisti)”.
Imprese manifatturiere/Le previsioni per il III trimestre.
Ammonta “rispettivamente a -11 e -10 punti percentuali il saldo tra attese di aumento e di diminuzione della produzione e del fatturato delle imprese manifatturiere per il III trimestre 2014”. Ad incidere “in maniera negativa sono però le previsioni delle imprese minori (-16 il saldo di produzione e fatturato), mentre tra quelle di taglia più grande previsioni di aumento e di diminuzione sono molto meno distanti, pur con la prevalenza delle seconde”. Tra i settori, “solo l’alimentare segnala attese positive (+5 il saldo per il fatturato e +3 per la produzione), mentre precedute dal segno meno sono le previsioni di tutti gli altri settori, più pesanti per quelle delle industrie del legno e del mobile (-24 il fatturato, -22 la produzione), del sistema moda (rispettivamente, -14 e -16) e delle Altre industrie (rispettivamente, -21 e -19)”.
Le aspettative sono negative in tutte le aree territoriali, con una accentazione maggiore al Centro e nel Mezzogiorno. Per il Sud e le Isole il saldo si attesta al -18,4% per la produzione ed al -17,7% per il fatturato. Positive invece le attese per tutte le dimensioni d’impresa per quanto riguarda gli ordinativi esteri.
Imprese del commercio al dettaglio/Le previsioni per il III trimestre.
L’arrivo della stagione dei saldi “non pare accompagnato da una previsione di recupero delle performance delle imprese commerciali: ammonta a -8 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione delle vendite, con una netta spaccatura tuttavia tra dimensioni d’impresa (negative quelle delle imprese minori, con un saldo pari a -16 punti percentuali, positive quelle delle attività con oltre 20 dipendenti, il cui saldo è pari a +12 punti percentuali) e tra settori (precedute dal segno meno le previsioni del commercio al dettaglio di prodotti alimentari e di quello di prodotti non alimentari, pari a +19 punti percentuali, invece, il saldo tra attese di crescita e di diminuzione degli Ipermercati, supermercati e grandi magazzini)”.
Per il periodo luglio-settembre “i giudizi di diminuzione sopravanzano quelli di crescita in tutte le aree territoriali, in particolare nel Nord-Est dove il saldo ammonta a -18 punti percentuali”.
Imprese dei servizi/Le previsioni per il III trimestre.
Molto contenuta “la ventata d’ottimismo delle imprese dei servizi per i mesi estivi: ammonta a +1 punto percentuale la differenza tra attese di crescita e di diminuzione del volume d’affari, grazie essenzialmente alle buone aspettative delle imprese turistiche (+13) e, in misura minore, di quelle dei servizi alle persone (+6)”.
L’analisi di Unioncamere.
“A pesare nel giudizio degli imprenditori sull’andamento del terzo trimestre dell’anno - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è il perdurare di un quadro di consumi interni in forte difficoltà a cui si salda il recente rallentamento della componente estera delle vendite. Se è vero che le imprese del Nord-Italia sembrano avere più energie per uscire prima delle altre dalla recessione, a maggior ragione non dobbiamo far mancare il supporto necessario alle altre aree del Paese, a cominciare dal Sud”. “E’ urgente - ha aggiunto Dardanello - fare ripartire un ciclo positivo di investimenti pubblici e privati, puntando su priorità chiare come efficienza e riqualificazione energetica, banda larga, tutela del territorio. E rinsaldando la trama del tessuto imprenditoriale con iniezioni di risorse finanziarie e con la realizzazione delle riforme che veramente servono alle imprese: dalla semplificazione burocratica alla giustizia civile. Due fronti in cui le Camere di Commercio possono dare un contributo tangibile all’azione del Governo e del Parlamento.”
(Fonte: Com. St. unioncamere.it/23.08.2014)

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