10/09/2014 Notizie
La Campania più “esposta” al rischio-usura

Cgia/Elaborato un indice specifico sulla base dei dati Istat, Bankitalia e Infocamere -

La variazione negativa degli impieghi bancari in rapporto all’aumento delle sofferenzegenera un pericoloso cortocircuito per imprese e famiglie nelle aree del Mezzogiorno

 

 

E’ la Campania la regione italiana a maggior rischio usura. A dirlo è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sulla base di un’elaborazione su dati Istat, Banca d’Italia e Infocamere. Dall’analisi dell’indice realizzato emerge che nel 2013 la Campania, seguita da Calabria, Abruzzo, Puglia e Sicilia, è la realtà dove la “penetrazione” di questo drammatico fenomeno ha raggiunto i livelli maggiori. L’ulteriore innalzamento del rischio usura consegue alla diminuzione degli impieghi bancari alle famiglie e alle imprese che, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, è stata di quasi 100 miliardi di euro (97,2 miliardi). Nello specifico le prime hanno subito una contrazione di 9,6 miliardi (-1,9%), le seconde hanno registrato una flessione pari a ben 87,6 miliardi di euro (-8,8%). A lanciare l’allarme il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi: “A seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese, c’è il pericolo che l’usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti”.L’inasprimento del credit crunch in Italia.La variazione percentuale negativa degli impieghi bancari riscontrata tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi della Cgia su dati Banca d’Italia, è stata dell’8,8% per quanto riguarda le imprese (società non finanziarie e famiglie produttrici), pari a - 87.599,5 milioni di euro, e dell’1,9% rispetto alle famiglie consumatrici (-9.686,2 milioni di euro). Complessivamente la riduzione dell’erogato è stata del 6,5% per un importo di 97.285,7 milioni di euro. “Oltre agli effetti della crisi economica e al calo della domanda di credito – ha precisato Bortolussi - questa forte riduzione dell’erogato è stata dovuta anche al deciso aumento delle sofferenze bancarie che a giugno di quest’anno ha toccato la cifra record di 168 miliardi di euro”.Campania: indice usura al top nel 2013.L’individuazione dell’indice usura, elaborato dall’Ufficio Studi della Cgia su dati Istat, Banca d'Italia e Infocamere mettendo a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2013 (disoccupazione, fallimenti, protesti, tassi di interesse applicati, denunce di estorsione e di usura, numero di sportelli bancari, rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito) pone in evidenza come nelle aree dove è maggiore la disoccupazione, più alti i tassi di interesse, maggiori le sofferenze, pochi gli sportelli bancari e tanti i protesti, la situazione è decisamente a rischio. In particolare in Campania, rispetto ad un indicatore nazionale medio pari a 100, l’indice del rischio usura è pari a 164,3 (il 64,3% in più della media Italia), dato più alto a livello nazionale. Seguono la Calabria a 146,6 (46,6% in più rispetto alla media nazionale), l’Abruzzo a 144,6 (44,6% in più della media Italia), la Puglia a 139,4 (39,4% in più della media nazionale) e la Sicilia a quota 136,2 (36,2% in più della media Italia). Al contrario la realtà meno “esposta” a questo fenomeno è il Trentino Alto Adige, con un indice del rischio usura pari a 51,8 (48,2 punti in meno della media nazionale), come anche abbastanza rassicuranti appaiono le situazioni del Friuli Venezia Giulia, con 72,2 punti, e del Veneto, con 73,1 punti, che si piazzano rispettivamente al penultimo e terzultimo posto della graduatoria nazionale del rischio usura.L’analisi degli otto sottoindicatori nel territorio campano.Analizzando gli otto indicatori regionalizzati riferiti al 2013, sempre partendo da un indicatore nazionale medio pari a 100, l’indice della Campania ha, in assoluto, il valore più alto per quanto riguarda le Denunce di estorsione (anno 2012), pari a 171,2, figura al secondo posto per Tasso di disoccupazione (media 2013) con 176,2, per Rapporto popolazione età superiore ai 15 anni/sportelli bancari al 31.12.2013 (indice 192,2), per Protesti (anno 2012), con un valore pari a 157,7, per Procedure concorsuali per 100 imprese attive al 31.12.2013 (indice 139,0) e per Denunce usura (indice 190,4). Leggermente “migliore” la collocazione dell’indice per quanto riguarda i Tassi d'interesse alla clientela ordinaria al 31.12.2013 (terzo posto con indice pari a 132,3) ed il Rapporto sofferenze/impieghi al 31.12.2013 (settimo posto con indice pari a 155,4).“Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria – ha sottolineato Bortolussi – non è possibile dimensionare il fenomeno dell’usura: le segnalazioni, purtroppo, sono ancora molto poche. Per questo abbiamo incrociato i risultati di ben 8 sottoindicatori per cercare di misurare con maggiore fedeltà questa emergenza. Ciò che pochi sanno sono le motivazioni per le quali molte persone cadono tra le braccia degli strozzini. Oltre al perdurare della crisi, sono soprattutto le scadenze fiscali a spingere molti piccoli imprenditori nella morsa degli usurai. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie, brutti infortuni o a seguito di appuntamenti familiari importanti, come un matrimonio o un battesimo”.(Fonte: cgiamestre.com/23.08.14)