20/06/2014 Notizie
La recessione? Ha “disegnato” due Italie
L’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio conferma il netto divario tra Nord e Sud
La Campania impiegherà quindici anni per ritornare ai livelli di Pil pro capite ante/crisi
Il calo medio dell’occupazione tra il 1995 ed il 2013 nel Sud è risultato superiore al 5%

Non accenna ad arrestarsi il divario tra il Nord ed il Sud del Paese, anzi continua ad aumentare. Questo il principale risultato dell’indagine intitolata “Il divario Nord-Sud”, un’analisi effettuata dall’Ufficio Studi Confcommercio e presentata a Bari durante la due giorni dei Giovani Imprenditori (“L’Italia che verrà”) tenutasi nei giorni scorsi. Sempre più ridotto il ruolo del Mezzogiorno, a cui occorreranno oltre 14 anni per tornare agli stessi livelli di consumi pro capite del 2007. Ma allarmanti risultano anche le riduzioni registrate per quanto riguarda il Pil pro capite, la dotazione di capitale produttivo e l’occupazione. Poco valorizzato l’export ed il turismo. Per la Campania previsti 15 anni per ritornare ai livelli di Pil pro capite pre-crisi.

Non accenna ad arrestarsi il divario tra il Nord ed il Sud del Paese, anzi continua ad aumentare. Questo il principale risultato dell’indagine intitolata “”, un’analisi effettuata dall’ e presentata a Bari durante la due giorni dei Giovani Imprenditori (“”) tenutasi nei giorni scorsi. Sempre più ridotto il ruolo del Mezzogiorno, a cui occorreranno oltre 14 anni per tornare agli stessi livelli di consumi pro capite del 2007. Ma allarmanti risultano anche le riduzioni registrate per quanto riguarda il Pil pro capite, la dotazione di capitale produttivo e l’occupazione. Poco valorizzato l’export ed il turismo. .
Pil: Per il Mezzogiorno ritorno ai livelli pre-crisi nel 2027.
Se mediamente, tra il 2007 e il 2013, il prodotto pro capite in Italia si è ridotto di oltre 3.100 euro a testa (-10,7%), occorre evidenziare l’ampliamento dei divari territoriali con il Pil del Sud che, nel 2015, sarà al di sotto del 55% di quello del Nord Ovest, mentre, nel 2007, era pari al 57%. E se occorreranno undici anni e mezzo al Pil medio dell’Italia per raggiungere i livelli del 2007, nel Mezzogiorno questo tempo si dilata fino a 13,5 anni. Ancora più elevato (15 anni) il periodo di “recupero” previsto dall’analisi di Confcommercio per la Campania.
Consumi: nel 2015 il Sud sotto i livelli del 1995.
In notevole crescita anche il divario tra Nord e Sud del Paese per quanto riguarda i consumi. “Il rapporto tra consumi pro capite del Mezzogiorno e del Nord-Ovest – sottolinea il Centro Studi Confcommercio - scende dal 70% del 1995 al 64,9% del 2015, praticamente la stessa proporzione del 2013. Nel 2015, i consumi pro capite del Sud risulteranno ancora al di sotto dei livelli non solo del 2007 ma addirittura del 1995. Ciò accade unicamente per la ripartizione meridionale, mentre le altre avranno recuperato almeno i livelli di 20 anni prima”. E se per il Nord-Ovest saranno necessari meno di 10 anni per tornare ai consumi pro capite del 2007, nel Mezzogiorno bisognerà aspettare oltre 14 anni e addirittura 15 anni e mezzo per la Campania.
Stock di capitale produttivo: poco più di 80mila euro nel Meridione.
Altro dato che alimenta la crescita del divario territoriale è fornito dall’analisi dello stock di capitale in rapporto alla popolazione. Il dato medio nazionale, circa 101mila euro ai prezzi attuali, è il risultato di punte vicine ai 123mila euro nel Nord Est e dotazioni notevolmente più basse nel Mezzogiorno (80.643 euro), con una compressione della quota della dotazione di capitale piuttosto consistente e allarmante, dal 31% del 1995 al 28% del 2013.
Propensione all’export: Italia al 24,9%, Campania al 10%.
La propensione media all’export di beni (esportazioni di merci in rapporto al Pil) dell’Italia è di quasi il 25%, inferiore di circa 10 punti a quella media dell’eurozona. Solo le aree del Nord riescono ad avvicinarsi al 35% dell’area euro, mentre il dato medio del Mezzogiorno, poco meno del 13%, “dimostra – afferma il Centro Studi Confcommercio - che le politiche di sviluppo fin qui attuate, basate sulla industrializzazione dei territori meridionali per trasformarle in aree esportatrici di manufatti, utilizzando ingenti risorse sia del bilancio pubblico, sia dei fondi strutturali europei, non sembrano essere state efficaci, considerando il divario di reddito pro capite che ancora separa il Sud dal Nord”. Il dato campano (10%) risulta inferiore anche alla media relativa alla macroarea meridionale (12,9%).
Turismo: solo il 13,2% dei turisti stranieri sceglie il Mezzogiorno.
Nemmeno la vocazione naturale al turismo che dovrebbe caratterizzare i territori meridionali riesce a compensare, almeno in parte, gli squilibri economici presenti all’interno del Paese. Il Mezzogiorno contribuisce per il 23,3% del Pil prodotto dal turismo, ma attira, soltanto il 13,2% dei turisti stranieri (in termini di presenze) contro il 44,3% del Nord Est, il 25,9% del Centro ed il 16,6% del Nord Ovest (dati 2012). Da evidenziare anche come tra il 1998 ed il 2012 la quota di presenze straniere assorbita dalle regioni del Sud ha mostrato una lieve flessione passando dal 13,8% al 13,2%. La Campania, nell’anno 2012, risulta al sesto posto tra le regioni italiane per numero di presenze di turisti stranieri (4,4 milioni) ed al settimo posto riguardo alla percentuale di Pil nazionale prodotto nel turismo (6,1%).
Occupazione. crolla al Sud, tiene al Centro-Nord.
La recessione ha pesantemente compromesso le dinamiche occupazionali del Mezzogiorno: il calo medio, tra il 1995 ed il 2013, è stato superiore al 5% nell’intera ripartizione, con punte negative superiori all’8% per Puglia e Calabria e di oltre il 5% per la Sicilia (Campania -4,4%), mentre le regioni del Centro-Nord, con la sola eccezione della Liguria in flessione di oltre il 3%, hanno evidenziato una maggiore tenuta dell’occupazione (Centro +8,8%; Nord Est +7,8%; Nord Ovest +5,2%).
(Fonte: Ufficio Studi Confcommercio: “Il divario Nord-Sud”/13.06.14)