30/05/2014 Notizie
Agricoltura, imprenditori under 35 in calo
Centro Studi Confagricoltura/Ricambio generazionale sempre difficile nel primario

.Il trend degli iscritti nei registri camerali scende dal 7,57% (2010) al 6,94% (2013)
Il 72,4% delle aziende è guidato da ultra/cinquantenni, mentre il 37,2% da over 65

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Nonostante il crescente interesse manifestato dai giovani verso il settore agricolo, testimoniato dal costante incremento delle iscrizioni alle facoltà universitarie di agraria ed alle scuole superiori di indirizzo agrario, il ricambio generazionale all’interno delle imprese agricole risulta in crisi. Ad evidenziarlo l’analisi del Centro Studi di Confagricoltura su dati Unioncamere: secondo l’indagine l’incidenza degli imprenditori agricoli “under 35” sul totale degli imprenditori del settore iscritti al Registro delle Imprese è passata dal 7,57% del 2010 al 6,94% del 2013. A lanciare l’allarme è stato il presidente dei giovani di Confagricoltura (Anga), Raffaele Maiorano.
In tre anni imprenditori agricoli “under 35” in calo di oltre il 16%.
L’analisi del Centro Studi di Confagricoltura, oltre ad evidenziare il calo complessivo della percentuale del numero degli imprenditori agricoli “under 35” rispetto al totale degli iscritti al registro delle Imprese, mostra anche, sempre all’interno dell’arco temporale 2010-2013, una diminuzione della generalità delle imprese agricole è pari all’8.66% a cui fa riscontro una flessione pressoché doppia di quelle condotte da giovani sotto i 35 anni (-16,28%). Anche considerando il naturale superamento dell’età, nel corso dei tre anni, da parte di un certo numero di conduttori agricoli, resta, comunque, il dato che solo il 6,94% delle imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio è condotto da imprenditori “under 35”.
Oltre il 70% delle aziende agricole condotte da ultracinquantenni.
Altro dato che conferma le difficoltà di un ricambio generazionale all’interno delle imprese agricole, che emerge sempre dall’analisi del Centro Studi di Confagricoltura, è quello relativo, nello specifico, alla percentuale di ultracinquantenni che risultano a capo delle aziende agricole. Infatti ben il 72,4% delle imprese è condotto da un imprenditore ultracinquantenne, con il 37,2% delle aziende condotto da una persona di 65 anni o più. A questo punto è d’obbligo, secondo l’Anga, valorizzare le energie innovative e competitive dei giovani imprenditori, con l’impegno di istituzioni nazionali ed europee e organizzazioni a motivare e qualificare chi accederà alla professione di imprenditore agricolo.
Il presidente Anga Maiorano: “Servono misure concrete”.
“I giovani in agricoltura sono troppo pochi, nonostante cresca l’appeal del settore. Gli iscritti alle facoltà di agraria, in controtendenza con gli altri indirizzi, continuano a crescere in modo costante, così come quelli delle scuole superiori d’indirizzo agrario e dei corsi amatoriali per assaggiatori. E’ un segnale importante di cambio di rotta mentale e culturale”. Così il presidente dei giovani di Confagricoltura, Raffaele Maiorano.“Alla bella notizia dell’agricoltura che continua a guadagnare terreno sul piano professionale e di performance economica – ha proseguito Maiorano - occorre affiancare misure concrete e semplici, capaci di incoraggiare effettivamente chi vuole fare impresa in agricoltura e chi ha cominciato a farlo”. Ma, oltre alla sfida costituita dal ricambio generazionale, sono da affrontare anche la lotta alla disoccupazione, la riduzione del deficit agroalimentare nazionale e la crescita dell’esportazione delle eccellenze della nostra agricoltura nel mondo”. “Il successo è possibile – ha concluso Maiorano – a patto che vengano sciolti e semplificati tanti nodi. A partire proprio dall’accesso alla terra ed al credito. La formula per la crescita dell’Italia e l’uscita dalla crisi ha tre semplici ingredienti base: semplificazione, dedizione ed un pizzico di ottimismo”.
(Fonte: com. st. Anga/22.05.14)