30/05/2014 Notizie
Consumi, il trend è ancora in discesa

Unioncamere e Istat/Le dinamiche della spesa restano anche nel 2014 negative.

In grande sofferenza le imprese con meno di venti dipendenti (-4,5 per cento)
Calo consistente anche nel circuito della Grande Distribuzione (-1,6 per cento)
Ma il clima di fiducia delle famiglie evidenzia l’attesa per il bonus di 80 euro

E’ ancora negativo il bilancio delle vendite nel I trimestre 2014 per imprese del commercio e dei servizi. A confermarlo è l’indagine congiunturale realizzata dal Centro studi di Unioncamere con riferimento agli andamenti del I trimestre 2014 e alle previsioni per il II trimestre 2014, per il quale non si prevedono, nel prossimo futuro, sostanziali cambiamenti di rotta. A rafforzare un quadro economico poco confortante anche i dati Istat relativi alle vendite al dettaglio nel mese di marzo che mostrano un calo annuo pari al 3,5% che, anche considerando la diversa collocazione della Pasqua nel corso del 2014, evidenziano, comunque, un calo mensile dello 0,2%. Sembrano, comunque, più improntati all'ottimismo gli ultimi rilevamenti dell’Istat (maggio 2014) relativamente al clima di fiducia dei consumatori italiani: l’indice, passato da 105,5 a 106,3, conferma un trend in crescita che, però, non si è ancora tradotto in un effettivo aumento della spesa per consumi, anche nell’attesa della reale erogazione in busta paga del bonus fiscale (80 euro) individuato dal Governo per una determinata fascia di reddito.
La congiuntura: il commercio.
Nonostante un leggero recupero rispetto al semestre precedente, le vendite commerciali, nel primo trimestre 2014, mostrano ancora un calo del 3,7% sull’ultimo trimestre 2013. A soffrire di più, secondo l’indagine congiunturale di Unioncamere, sono le imprese con meno di venti dipendenti (-4,5%), ma la perdita di fatturato è consistente anche per le imprese di maggiori dimensioni come la Gdo (-1,6%). Territorialmente sono più marcate le perdite registrate nei territori del Centro (-5%) e del Mezzogiorno (-4,2%), più contenute quelle del Nord Ovest (-2,8%) e Nord Est (-2,5%). Il settore più penalizzato risulta essere quello del commercio al dettaglio non alimentare (-4,2%) seguito dal Food (-3,4%).
Solo il 24% delle imprese commerciali attende un miglioramento della situazione nel successivo trimestre (aprile – giugno 2014) contro un 66% di esse che non prevede alcuna variazione ed un 10% che, addirittura, si aspetta una ulteriore riduzione delle vendite.
La congiuntura: i servizi.
E’ ancora in campo negativo (-2,6%) anche il volume d’affari del settore servizi che, nonostante un leggero recupero, fa segnare cali importanti anche nel primo trimestre 2014. Particolarmente pesante il dato espresso dal comparto degli Alberghi, ristoranti e servizi turistici(-4,1% nel I trimestre 2014), seguito dagli Altri servizi (-3,9% per l’insieme delle attività finanziarie e assicurative, immobiliari e di gestione delle acque e dei rifiuti) e dal Commercio all’ingrosso e autoveicoli (-3,2%). Tra le ripartizioni territoriali è il Centro a mostrare le maggiori difficoltà (-3,9%), seguito da Nord-Ovest (-2,7%), Sud e Isole (-2,3%) e Nord-Est (-1,7%).
All’insegna dello scarso ottimismo anche le previsioni per il II trimestre dell’anno: il 74% delle imprese, infatti, si schiera a favore di una prosecuzione dell’attuale andamento del mercato; il 18% degli operatori prevede invece un miglioramento delle vendite ed un ulteriore 8% si attende una loro riduzione. Le imprese del segmento turistico, con +37 punti percentuali di saldo tra attese di incremento e di riduzione delle vendite, risultano essere le più ottimiste, mentre sul fronte opposto si trovano i Servizi alle persone e gli Altri servizi, nei quali la quota di imprese che attende un miglioramento del fatturato è pari a quella che prevede un suo ridimensionamento.
Istat: vendite al dettaglio (marzo 2014).
Il dato tendenziale fornito dall’Istat, relativo al mese di marzo 2014, indica una flessione delle vendite al dettaglio pari al 3,5% in un anno. Per gli alimentari, in particolare, il dato negativo assume proporzioni notevoli (-6,8%), il peggiore dall’inizio delle serie storiche (1995). Il calo delle vendite dei prodotti non alimentari, invece, si contiene all’interno del -1,5%. Su base mensile il calo dell'indice è stato dello 0,2%, mentre nella media del trimestre gennaio-marzo 2014 la riduzione è stata dello 0,3% nei confronti dei tre mesi precedenti. Nel confronto con febbraio scorso risultano in calo le vendite di prodotti alimentari (-0,4%), mentre restano invariate quelle di prodotti non alimentari. Per quanto riguarda la forma distributiva, il confronto con marzo 2013 mostra cali sia per le vendite della grande distribuzione (-5,1%), che per quelle delle imprese operanti su piccole superfici (-2,3%). Nel primo trimestre 2014 l'indice grezzo risulta in calo dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione del 2,9% e quelle di prodotti non alimentari dell'1,3%.
(Fonte: com. st. Unioncamere/17.05.14-istat.it/23.05.14 e 27.05.14)