02/05/2014 Notizie
Salerno e le aree interne segnano il passo
Nel contesto campano le province di Napoli e Caserta appaiono più dinamiche
Il Mezzogiorno ha contribuito maggiormente alla profilazione dello scenario negativo a livello nazionale (-0,40%)

In termini assoluti la provincia di Salerno è quella che evidenzia il saldo negativo più consistente: -618 imprese iscritte al registro camerale nel primo trimestre di quest’anno, la somma algebrica di 2.514 iscrizioni e 3.132 cessazioni, che valgono un -0,52% rispetto al -0,34% della media regionale ed al -0,40% della media-Italia. Segno evidente del consueto effetto/trascinamento rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente, ma, soprattutto, del clima di incertezza che continua a dominare nell’area meridionale. Oltre che dell’atteggiamento di attesa da parte di quanti, pur avendo intenzione di attivare percorsi imprenditoriali, preferiscono valutare molto attentamente il quadro normativo/impositivo in evoluzione. Sono questi i dati salienti riferiti al territorio salernitano che emergono dall’analisi dei flussi sulla nati-mortalità elaborati da Movimprese (rilevazione trimestrale Unioncamere/InfoCamere, www.infocamere.it).

In termini assoluti la provincia di Salerno è quella che evidenzia il saldo negativo più consistente: -618 imprese iscritte al registro camerale nel primo trimestre di quest’anno, la somma algebrica di 2.514 iscrizioni e 3.132 cessazioni, che valgono un -0,52% rispetto al -0,34% della media regionale ed al -0,40% della media-Italia. Segno evidente del consueto effetto/trascinamento rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente, ma, soprattutto, del clima di incertezza che continua a dominare nell’area meridionale. Oltre che dell’atteggiamento di attesa da parte di quanti, pur avendo intenzione di attivare percorsi imprenditoriali, preferiscono valutare molto attentamente il quadro normativo/impositivo in evoluzione. Sono questi i dati salienti riferiti al territorio salernitano che emergono dall’analisi dei flussi sulla elaborati da (rilevazione trimestrale Unioncamere/InfoCamere, .
Il quadro regionale.
Al livello regionale la Campania, pur subendo un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013 (-0,08) con un -0,34, si mantiene sotto la soglia nazionale (-0,40) che ha, comunque, disegnato una parabola in positivo rispetto al -0,51 del primo trimestre 2013.
Le province della Campania.
Nel contesto campano la provincia di Salerno realizza una perfomance in campo negativo (-618 imprese, -0,52%), dietro Benevento (-1,03%; -356 imprese) ed Avellino (-0,70%; -308 imprese). In un quadro più dinamico appaiono le province di Napoli (-0,17%; -470 imprese) e Caserta (-0,17%; -150 imprese).
Fallimenti e concordati.
Negativo anche l’ambito che fa riferimento alle aziende che hanno attivato le procedure di fallimento e di concordato. In valori assoluti in Campania si tratta di 288 fallimenti (+25,8% rispetto al 2013 dopo un -9,5% nel periodo 2013/2012); e 21 concordati (+75% rispetto al 2013 dopo un -14,3% nel periodo 2013/2012).
Lo scenario nazionale.
Ritornando ai flussi di nati-mortalità, rispetto a quanto accade a livello nazionale (-0,40% rispetto al -0,51% del primo trimestre 2013), la Campania mostra segni più negativi, passando dal -0,08% (2013) al -0,34% del 2014. L’analisi di Unioncamere sottolinea che “in un trimestre che tradizionalmente consegna un bilancio negativo all’anagrafe delle Camere di Commercio, il saldo del primo trimestre 2014 (-24.490 imprese) si segnala per una decisa inversione di tendenza rispetto al 2013, quando all’appello mancarono oltre 31mila imprese”. Che cosa ha determinato questo miglioramento? Per Unioncamere “ha influito, in particolare, il rallentamento delle cancellazioni (10mila in meno rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, pari ad una contrazione del -6,7%), un dato che ha compensato fortemente il lieve calo delle iscrizioni (circa 3mila unità in meno rispetto al primo trimestre 2013, il 2,7%). In conseguenza di queste due dinamiche, lo stock delle imprese esistenti a fine marzo si attesta a 6.012.366 unità, di cui 1.390.064 (il 23,1%) artigiane”.
Mezzogiorno fanalino di coda.
“I dati disaggregati in base alle quattro grandi circoscrizioni territoriali - spiega Unioncamere - mettono in luce saldi negativi fra iscrizioni e cessazioni per tutte le macroaree, sia per le imprese nel loro complesso, che per le sole imprese artigiane”. Il Centro “fa registrare il migliore risultato del periodo: solo -2.960 imprese, pari a una variazione negativa dello stock dello 0,23%”. Il contributo maggiore “al risultato negativo del trimestre arriva invece dal Mezzogiorno, dove le 8.570 imprese che a fine marzo sono mancate all’appello rappresentano il 35% di tutto il saldo, due punti percentuali in più del peso che il Sud ha in termini di imprese registrate (il 32,9%)”.
Le forme giuridiche.
Se si prendono in considerazione le forme giuridiche, “il contributo positivo più consistente al saldo è venuto dalle imprese costituite in forma di società di capitali (+9.387 unità nel trimestre, in lieve aumento rispetto al 2013). Saldo positivo (+557 unità) anche per le “altre forme” (sostanzialmente corrispondenti alle imprese cooperative)”.
In ogni caso “tutte le regioni – con l’unica eccezione del Lazio, stabile - evidenziano saldi negativi, con in testa Friuli Venezia-Giulia (-1,17%), Marche (-0,81%) e Piemonte (-0,78%)”.
I saldi dei settori.
Tra i settori “saldi positivi - approfondisce sempre Unioncamere - si registrano unicamente nelle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+1.817 unità, per una crescita superiore all’1%), nell’assistenza sociale (+332) e nella fornitura di energia (+213). E “pur continuando a far registrare un segno “meno” davanti al proprio saldo, i tre settori numericamente più consistenti dell’economia evidenziano tutti un’inversione di tendenza, con perdite dello stock più contenute rispetto a dodici mesi fa: le costruzioni (-0,98% contro -1,40%), il commercio (- 0,45% contro -0,59%) e le attività manifatturiere (-0,65% contro -0,88%).
(Fonte: unioncamere.it/24.04.2014)